Superbonus 110% e coibentazione del tetto se il sottotetto non è riscaldato

La Direzione Centrale dell'Agenzia delle Entrate con risposta all'interpello n. 956-1242/2021 ha affermato che 
Ai fini del computo della superficie disperdente lorda,.... non rientra la superficie del tetto quando il sottotetto non è riscaldato.
Il caso prende spunto dall'istanza proposta dal proprietario di una villetta a schiera che intendeva effettuare sia un intervento di isolamento termico (cd. cappotto termico), sui tre lati della unità immobiliare, che un intervento per isolare il tetto della medesima villetta con sottotetto non abitabile e non riscaldato, il tutto al fine di valutare se, alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2021 (L. n.178 del 30.12.2020) sul D.L. n. 34 del 19.05.2020, tale intervento sul tetto rientrava nel computo della superficie disperdente lorda, ai fini dell'incidenza superiore al 25% rispetto alla superficie totale dell’edificio. 
A tale proposito va precisato, come del resto premesso anche nella risposta dalla stessa Agenzia delle Entrate, che per effetto della modifica apportata dell'art. 1, comma 66, lett. a), n.2) della L. n.178/2020 sull'art. 119, comma 1, del D.L. n.34/2020, nell'ambito degli interventi "trainanti", finalizzati all'efficienza energetica ammessi al Superbonus 110%, rientrano anche gli interventi per la coibentazione del tetto “senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente”. 
Elemento che rende, pertanto, irrilevante la presenza di un sottotetto non riscaldato tra la copertura e i vani riscaldati dell’edificio consentendo con conseguenza che il tetto sarebbe sempre compreso fra gli interventi di riqualificazione energetica di coibentazione ai fini del Superbonus 110%. 
Elemento normativo che l’Agenzia delle Entrate, con risposta all'interpello n. 956-1242/2021, non tiene però in considerazione, ponendo come distinguo, per il rientro del tetto, quale intervento di riqualificazione energetica ai fini del Superbonus 110%, il fatto che il sottotetto sia riscaldato o meno.

Rigenerazione urbana in Lombardia: la parola alla Corte Costituzionale

Il TAR Milano  rimette alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale dell'art. 40-bis della Lr 12/2005, sollevata dalla difesa del Comune di Milano in un procedimento in cui viene contestata la legittimità dell'art. 11 delle N.T.A. del Piano delle Regole anche per il presunto contrasto con il citato art. 40-bis della legge regionale. La rimessione pone interrogativi anche sul futuro dei titoli rilasciati in base alla normativa eccezionale creata dalla l.r. n. 18/2019.  


TAR. Lombardia, Milano, Sez. II, ordinanza n. 371 del 10 febbraio 2021, di Fabrizio Donegani


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Superbonus 110% e interventi di ristrutturazione edilizia

Ristrutturazione edilizia e superbonus 110% secondo il comparato disposto della legislazione fiscale e di quella edilizia, con particolare attenzione agli immobili vincolati.


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Roulotte, camper e case mobili: quando è necessario il titolo edilizio

Il Consiglio di Stato conferma l’orientamento secondo cui le installazioni di manufatti leggeri, prefabbricati e strutture di qualsiasi genere quali roulotte, camper e case mobili, sono equiparabili alle nuove costruzioni e come tali necessitano del permesso di costruire laddove determinino una trasformazione irreversibile o permanente del territorio.


Commento di Cristina Guarisco a Consiglio di Stato, Sez. II, 3 novembre 2020 n. 6768


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Abusi edilizi: accertamento d'ufficio della possibilità della fiscalizzazione dell'abuso

 Con sentenza 9 novembre 2020, n. 764, il T.A.R. Liguria afferma che non è compito dell'Amministrazione accertare d'ufficio se l'opera abusiva sia sanabile o se vi siano i presupposti per sostituire la sanzione demolitoria con quella pecuniaria.  La decisione si pone nel solco di una giurisprudenza consolidata, che meriterebbe tuttavia una rimeditazione alla luce della sempre più diffusa volontà di incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente.


Commento a TAR Liguria, Genova, Sez. I, 9 novembre 2020, n. 764, a cura di Fabrizio Donegani.


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Scrivere meno, scrivere meglio, scrivere per il lettore

Nel 2020 abbiamo pubblicato meno articoli del 2019 ma abbiamo avuto il 220% di visitatori in più. Scrivere meno non vuol dire avere meno lettori. L'importante è scrivere meglio e farlo per il lettore.


I buoni proponimenti per il nuovo anno della redazione di #PA:


Chiusura studio 31/12/2020 - 6/1/2021

Nell'augurare un nuovo anno finalmente libero dalle preoccupazioni di questo 2020 ormai in scadenza, segnaliamo che lo studio chiuderà il 31 dicembre per riaprire il 7 gennaio 2021.


Per urgenze siamo sempre reperibili sulle caselle di posta personali.  


Da tutto lo studio, il nostro più fervido augurio per un sereno Nuovo Anno.

Autorizzazioni paesaggistiche e sindacato della Soprintendenza

Con l’entrata in vigore dell’art. 146 del d.lgs. 22 gennaio 2004 n. 42, la Soprintendenza esercita, non più un sindacato di mera legittimità (come previsto dall’art. 159 d.lgs. n. 42/04 nel regime transitorio vigente fino al 31 dicembre 2009) sull’atto autorizzatorio di base adottato dalla Regione o dall’ente subdelegato, con il correlativo potere di annullamento ad estrema difesa del vincolo, ma una valutazione di “merito amministrativo”, espressione dei nuovi poteri di cogestione del vincolo paesaggistico.


Commento di Lorenzo Spallino a Consiglio di Stato, Sez. V, 5 ottobre 2020, n. 5831.


In Rivista Giuridica dell'Ambiente online all'indirizzo http://rgaonline.it/article/autorizzazioni-paesaggistiche-e-sindacato-della-soprintendenza/ 

Piani attuativi: scadenza del termine di efficacia e permanenza della destinazione di zona

Il Consiglio di Stato conferma l'indicazione giurisprudenziale secondo la quale allo scadere del termine di efficacia di un piano attuativo non soltanto ne sopravvivono gli allineamenti, le prescrizioni di ordine generale e quant’altro attenga all’armonico assetto del territorio, ma continua ad operare la destinazione di zona impressa dallo strumento urbanistico.


Su segnalazione dell'avv. Umberto Pillitteri.


Consiglio di Stato, Sez. II, 20 novembre 2020 n. 7253


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Regione Lombardia: nuove proroghe alle convenzioni di lottizzazione.

In ragione della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 18 novembre 2020, Serie speciale n. 47, del testo del ricorso per questione di legittimità costituzionale depositato in cancelleria il 13 ottobre 2020 a firma del Presidente del Consiglio dei ministri, abbiamo aggiornato l'articolo dedicato alla approvazione, in sede di assestamento al bilancio 2020-2022, dell'articolo 28 della L.R. n. 18/2020 il quale proroga la validità:  


  • di tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti o titoli abilitativi, comunque denominati in scadenza dal 31 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2021; 
  • delle convenzioni di lottizzazione, ossia degli atti convenzionali alla cui stipulazione è subordinato il rilascio dei permessi di costruire ovvero la presentazione delle segnalazioni certificate di inizio attività relativamente agli interventi contemplati dai piani attuativi, secondo la definizione fornita dall'articolo 46 L.R. n. 12/2005).

Codice del processo amministrativo: natura perentoria del termine per la costituzione delle parti

In contrasto con l'orientamento consolidato secondo cui il termine per la costituzione delle parti intimate è ordinatorio, il T.A.R. Campania ne afferma la natura perentoria, disponendo lo stralcio dal fascicolo di causa della memoria di costituzione dell'amministrazione comunale depositata successivamente al termine di cui all’art. 46 c.p.a.  


Commento a T.A.R. Campania, Sez. VIII, 15 ottobre 2020 n. 4529, di Lorenzo Spallino


Su cortese segnalazione dell'avv. Domenica Condello.


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D.L. n. 76/2020: le modifiche al Codice delle comunicazioni elettroniche

Con Legge 11 settembre 2020, n. 120, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale” c.d. DL Semplificazioni, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lunedì 14 settembre, n.228, sono state apportate significative modifiche al D.Lgs. n. 259 del 2003, noto Codice delle comunicazioni elettroniche.


Le novità nel commento di Jesus Cortinovis su #PA


https://www.dirittopa.it/it/interventi/tecnologie/d-l-n-120-2020-le-modifiche-al-codice-delle-comunicazioni-elettroniche/ 

Legge del Consiglio Regionale n. 67: le novità in materia di edilizia ed urbanistica

La Legge del Consiglio Regionale della Lombardia “Ulteriori misure di semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi per la ripresa socio-economica del territorio lombardo” è stata approvata nella seduta del 22/09/2020. 

Secondo quanto disposto all’art. 13, la legge entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul BURL, ad oggi non ancora avvenuta.

Alcune disposizioni introducono novità in ambito edilizio/urbanistico in applicazione delle disposizioni della normativa nazionale prevista dal DPR 380/2001, altre invece apportano modifiche alla L.R. 12/2005 al fine di incentivare e semplificare i procedimenti di rigenerazione urbana. 

In particolare si evidenzia quanto segue.

L’art. 5, che detta la disciplina regionale con riferimento agli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità e alle varianti non sostanziali a fini sismici, prevede che:

 - al co. 1

gli interventi dichiarati dal progettista abilitato, con il supporto di idonei elaborati tecnici e nel contesto dell’asseverazione che accompagna il titolo abilitativo all'intervento edilizio, privi di rilevanza nei riguardi della pubblica incolumità a fini sismici in base alla deliberazione della Giunta regionale di cui al comma 3

siano esclusi dall'ambito di applicazione della legislazione regionale in materia di opere o di costruzioni e relativa vigilanza in zone sismiche di cui alla L.R. 33/2015, nel rispetto di quanto previsto dall'art. 94-bis co. 2 del DPR 380/2001, articolo introdotto con L. 55/2019.

- al co. 2

per gli interventi privi di rilevanza nei riguardi della pubblica incolumità a fini sismici asseverati dal progettista abilitato come rientranti nelle tipologie di cui al co. 1 

il titolo abilitativo necessario all'intervento edilizio stesso, munito di predetta asseverazione, abbia validità anche con riferimento al preavviso di cui all'art. 93 del DPR 380/2001, secondo cui chiunque intenda procedere a costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni in zone sismiche è tenuto previamente a darne avviso al competente ufficio. 

Il medesimo comma specifica che ciò è possibile solo ove vengano rispettati gli strumenti urbanistici e la normativa di settore incidente sulla disciplina edilizia.

- al co. 3, 

la Giunta regionale, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge qui in commento, deliberi gli indirizzi per l’uniforme applicazione del decreto MIT (Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti) del 30.04.2020 emanato in attuazione a quanto disposto dall'art. 94-bis del DPR 380/2001, 

in riferimento: 

a) alle previsioni di cui al comma 1;

b) alla definizione degli interventi rilevanti nei riguardi della pubblica incolumità ai fini sismici e di quelli di minore rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici;

c) all’individuazione delle ipotesi di variante di carattere non sostanziale di cui all'articolo 94 bis, comma 2, del d.p.r. 380/2001, anche ulteriori a quelle definite in base allo stesso d.p.r. 380/2001, nel rispetto delle relative linee guida ministeriali.  

- al co. 4, la deliberazione regionale di cui al comma precedente contenga altresì la disciplina dei controlli, che possono essere effettuati anche con modalità a campione, per gli interventi privi di rilevanza nei riguardi della pubblica incolumità così come previsto dall'art. 94-bis co. 5 DPR 380/2001.

- al co. 5, fino a quando non vengano applicate le disposizione previste dal presente articolo, le disposizioni in materia di opere o di costruzioni e relativa vigilanza in zone sismiche di cui alla L.R. 33/2015 e i relativi provvedimenti attuativi non si applichino se in contrasto con la sopravvenuta legislazione nazionale e con quanto previsto dal medesimo art. 5.

L’art. 6, che disciplina gli interventi di attività di edilizia libera a fini sismici, dispone che:

  • al co. 1, gli interventi di attività di edilizia libera, che non richiedono alcun titolo edilizio per la loro realizzazione, sono esclusi dall'ambito di applicazione della L.R. 33/2015
  • al co. 2, sempre conformemente a quanto stabilito dalla prescrizioni urbanistiche e dalla normativa di settore, per la realizzazione dei tipi di interventi di cui al co. 1 non è necessario la previa denuncia di lavoro di cui all'art. 93 del DPR 380/2001.

L’ultimo comma dell’art. 5 estende gli effetti del preavviso di cui all'art. 93 del DPR 380/2001 al titolo abilitativo necessario per la realizzazione di interventi edilizi privi di rilevanza per la pubblica incolumità a fini sismici; mentre per gli interventi di attività di edilizia libera, che già di per sé non richiedono alcun titolo edilizio ai sensi dell’art. 6 DPR 380/2001, non è necessario provvedere a preavvisare l’ufficio competente ai sensi dell’art. 93 DPR 380/2001.

Restano sconosciute le ragioni per le quali il legislatore regionale, introducendo l'art. 6, non sia intervenuto direttamente sulla L.R. 12/2005 per conservare una certa uniformità e coesione alla disciplina in materia di governo del territorio, ma abbia invece preferito lasciare la disposizione al di fuori di predetto impianto normativo.

Da ultimo, in materia edilizia rileva l’art. 7, che introduce disposizioni per la semplificazione dei procedimenti edilizi per la rigenerazione urbana, il quale apporta modifiche alla L.R. 12/2005.

In particolare:

- alla lettera d) del co. 11 dell’art. 33 della Legge per il governo del territorio, che attualmente prevede:

Gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio sono assoggettati alle seguenti discipline: 

d) segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) in alternativa al permesso di costruire, di cui all'articolo 42, nei casi di cui all'articolo 23, comma 01, del d.p.r. 380/2001, nonché per gli interventi di ampliamento;

sono aggiunte immediatamente dopo le seguenti parole:

e per gli interventi in deroga agli strumenti di pianificazione, ai fini della rigenerazione urbana, di cui agli articoli 40 bis e 40 ter; per gli interventi in deroga, di cui agli articoli 40 bis e 40 ter, l’efficacia della SCIA di cui alla presente lettera è condizionata alla deliberazione del consiglio comunale prevista dall'articolo 40, in caso di deroga alle previsioni del PGT, e dall’articolo 40 ter, comma 3. 

Ai fini della rigenerazione urbana per gli interventi realizzati in deroga alla pianificazione territoriale relativi al patrimonio edilizio dismesso con criticità, di cui all’art. 40-bis della L.R. 12/2005, nonché al recupero degli edifici rurali dispersi o abbandonati di cui all’art. 40-ter L.R. 12/2005 si applica la SCIA. Per tali interventi l’efficacia della SCIA è subordinata alla previa deliberazione del consiglio comunale di cui all’art. 40, in caso di deroga al PGT, e all’art. 40-ter co. 3 Legge per il governo del territorio.

- la lettera b) del comma 1 dell’art. 34, che fino all'entrata in vigore alla presente legge prevede che:

Sono assoggettati unicamente al permesso di costruire: 

b) gli interventi in deroga di cui agli articoli 40, 40-bis e 40-ter;

è sostituita dalla seguente:

Sono assoggettati unicamente al permesso di costruire

b) gli interventi in deroga di cui all'articolo 40, diversi da quelli previsti, ai fini della rigenerazione urbana, all'articolo 33, comma 1, lettera d);

Il permesso di costruire in deroga non è più  necessario per gli interventi di cui all'art. 40-bis e 40-ter della L.R. 12/2005 ai fini della rigenerazione urbana. Il titolo edilizio che dovrà essere richiesto sarà la SCIA, così come previsto dal nuovo art. 33 co. 1 lett. d) L.R. 12/2005 di cui sopra.

- all'articolo 51 della L.R. 12/2005 è apportata la seguente modifica: 

all'ultimo periodo del comma 1 dopo le parole “attività di logistica o autotrasporto” sono aggiunte le seguenti: “di merci e prodotti, quali le attività di magazzinaggio, deposito, stoccaggio e movimentazione delle merci e prodotti, anche a supporto del commercio al dettaglio,”. Disposizione introdotta per semplificare gli adempimenti delle amministrazioni locali e per consentire una rapida ripresa delle attività economiche.

- l’articolo 87 al co. 2  della L.R. 12/2005, che attualmente prevede che:

Il programma integrato di intervento è caratterizzato dalla presenza di almeno due dei seguenti elementi:

a) previsione di una pluralità di destinazioni e di funzioni, comprese quelle inerenti alle infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico, alla riqualificazione ambientale, naturalistica e paesaggistica, alla rigenerazione urbana anche mediante la bonifica dei suoli contaminati;

b) compresenza di tipologie e modalità di intervento integrate, anche con riferimento alla realizzazione e al potenziamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria;

c) rilevanza territoriale tale da incidere sulla riorganizzazione dell'ambito urbano;

viene così modificato: 

Il programma integrato di intervento è utilizzabile, ove ne ricorrano le condizioni, per gli interventi sugli immobili di cui all’articolo 40-bis, comma 1, e in tutti gli altri casi in cui sia verificata la presenza di almeno due dei seguenti elementi:

a) previsione di una pluralità di destinazioni e di funzioni, comprese quelle inerenti alle infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico, alla riqualificazione ambientale, naturalistica e paesaggistica, alla rigenerazione urbana anche mediante la bonifica dei suoli contaminati;

b) compresenza di tipologie e modalità di intervento integrate, anche con riferimento alla realizzazione e al potenziamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria;

c) rilevanza territoriale tale da incidere sulla riorganizzazione dell'ambito urbano.

La Legge del Consiglio Regionale n. 67 è consultabile a questo indirizzo 


Bellezze Interiori edizione 2020: 1.100 visitatori al giardino pensile di via Volta e alla mostra Nothing Is Real

Mostra Nothing Is Real

In occasione di Bellezze Interiori 2020 lo studio ha accolto i 1.100 visitatori del giardino sulle mura di via Volta 66 a Como con una mostra di fotogiornalismo dal titolo Nothing is real, un percorso a più voci nel quale cinque autori internazionali si alternano a cinque autori comaschi sul tema della rappresentazione fotografica e della sua percezione.  

Le grandi tematiche delle migrazioni, dell’inquinamento e del futuro delle generazioni a venire sono colte con luci e colori divergenti e distanti. 

La scommessa è stata quella di mostrare che nel gioco complesso delle interpretazioni le immagini più lontane ritraggono problematiche a noi prossime, e viceversa.

Accomuna queste fotografie la bellezza, un dono la cui forza sta nella condivisione.  Fotografie di Gin Angri, Simone Becchetti, Victor Dragonetti, Eba Khamis, Carlo Pozzoni, Carolina Rapezzi, Diego Ibarra Sanchez, Filippo Taddei, Danila Tkachenko, Mattia Vacca.

Info: http://www.studiospallino.it/eventi.htm 

Nuove semplificazioni e modifiche nel Codice delle Comunicazioni Elettroniche

Con Legge 11 settembre 2020, n. 120, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale” c.d. DL Semplificazioni, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lunedì 14 settembre, n.228, sono state apportate significative modifiche al D.Lgs. n.259 del 2003, noto Codice delle comunicazioni elettroniche. 

L’articolo 38 della L. n. 120/2020, introduce, in particolari, diverse misure di semplificazione per il dispiegamento delle reti di comunicazione elettronica sia per quanto riguarda le reti in fibra ottica sia per quanto riguarda le reti mobili di telecomunicazioni con particolare riferimento alla procedura generale di autorizzazione, alle modifiche del profilo radioelettrico di impianti già autorizzati, nonché con riferimento al procedimento di verifica preventiva di interesse archeologico e agli scavi in microtrincea sul sedime stradale. 

Sono previste inoltre specifiche disposizioni di semplificazione per gli impianti di telefonia mobile temporanei nonché per l’utilizzo degli impianti in banda cittadina e per l’installazione degli impianti di videosorveglianza utilizzati dagli enti locali per le finalità previste dal patto per la sicurezza. È infine, viene ribadito e previsto un divieto per i Sindaci di introdurre limitazioni generalizzate alla localizzazione di stazioni radio-base e di introdurre modifiche ai limiti previsti per l’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.

Semplificazioni in materia di realizzazione di reti di comunicazione in fibra e di impianti radioelettrici per le connessioni mobili
In materia di semplificazione, grazie alla novella apportata dalla L. n.120/2020, il riformato art.86, comma 3, del D.Lgs. n.259/2003, prevede che, fatte salve le previsioni degli articoli 87 e 88 con riferimento alle autorizzazioni per la realizzazione della rete di comunicazioni elettroniche e degli elementi ad essa collegati, per le quali si attua il regime di semplificazione ivi previsto, alla installazione di reti di comunicazione elettronica mediante posa di fibra ottica non si applica la disciplina edilizia e urbanistica. 
La previsione, con importante semplificazione sia del procedimento amministrativo che pertanto dei tempi, prevede, pertanto, la presentazione di un’unica istanza per gli scavi, l’occupazione del suolo e la realizzazione di eventuali opere civili ai sensi del D.Lgs. n. 259 del 2003, in deroga alle previsioni del testo unico dell’edilizia. 
Ulteriore elemento di semplificazione viene introdotto per le modifiche delle caratteristiche degli impianti, ma attenzione, come già accaduto, già provvisti di titolo abilitativo, prevedendo in tal senso che, anche nel caso in cui tali modifiche riguardino il solo profilo radioelettrico, si applichi la previsione dell’articolo 87-ter, comma 1, del D.L.gs. n. 259 del 2003, che subordina la realizzazione dell’intervento alla presentazione di una semplice autocertificazione descrittiva della variazione dimensionale e del rispetto dei limiti, dei valori e degli obiettivi previsti dall'art. 87, da inviare contestualmente all'attuazione dell'intervento ai medesimi Organismi che hanno rilasciato i titoli precedenti, con obbligo degli Organismi preposti a pronunciarsi entro trenta giorni dal ricevimento dell’autocertificazione. 
Con l’inserimento nel Codice delle comunicazioni elettroniche del nuovo art.87-quater, recante Impianti temporanei di telefonia mobile, dopo lungo percorso, anche da parte degli Operatori, vengono identificati e disciplinati i già c.d. impianti provvisori. Il comma 1, del nuovo articolo 87-quater, prevede infatti che gli impianti temporanei di telefonia mobile, necessari per il potenziamento delle comunicazioni mobili in situazioni di emergenza, sicurezza, esigenze stagionali, manifestazioni, spettacoli o altri eventi, destinati ad essere rimossi al cessare delle anzidette necessità e comunque entro e non oltre centoventi giorni dalla loro collocazione, possono essere installati ed essere attivati previa comunicazione di avvio lavori all’amministrazione comunale qualora, se entro trenta giorni dalla presentazione della relativa richiesta di attivazione all’ARPA, non sia stato comunicato dal medesimo ente un provvedimento di diniego. 
Il comma 2 del nuovo articolo 87-quater prevede un regime ulteriormente semplificato se la permanenza in esercizio dell’impianto non supera i 7 giorni. In tal caso è prevista semplicemente un’autocertificazione di attivazione, da inviare contestualmente alla realizzazione dell’intervento, all’ente locale, alle ARPA, nonché agli ulteriori enti competenti, fermo restando il rispetto dei vigenti limiti di campo elettromagnetico.
Nelle ipotesi disciplinate dettata da questo comma la norma precisa altresì la deroga ai vincoli previsti dalla normativa vigente qualora presenti. 
Vengono invece soppresse le parole “un’istanza unica” di cui al comma 1 dell’art.88 del Codice recante “Opere civili, scavi ed occupazione di suolo pubblico”, oltre a specificare al termine del periodo del medesimo comma che "L'istanza così presentata avrà valenza di istanza unica effettuata per tutti i profili connessi agli interventi di cui al presente articolo", chiarendo invece in modo definitivo il riferimento agli atti di “competenza delle singole amministrazioni” di cui ai commi 4 e 9 del medesimo art.88, viene abrogato e sostituito l’inciso in riferimento agli “atti di assenso, comunque denominati e necessari per l'effettuazione degli scavi e delle eventuali opere civili indicate nel progetto, di competenza delle amministrazioni, degli enti e dei gestori di beni o servizi pubblici interessati”. 
A questo proposito, secondo quanto riportato nella relazione illustrativa, la modifica è effettuata “per eliminare i pareri preliminari resi nelle conferenze di servizi che creano ritardi amministrativi con il rilascio di autorizzazioni postume. Conseguentemente il parere (con la condizione di ottenere l’autorizzazione successivamente) non è più un atto di assenso per effettuare gli scavi”.
Il comma 7 estende anche all’installazione di altri elementi di rete l’applicazione del termine ridotto di otto giorni per il rilascio dell’autorizzazione nel caso di apertura buche, apertura chiusini per infilaggio cavi o tubi, posa di cavi o tubi aerei su infrastrutture esistenti ed allacciamento utenti. 

Termini autorizzatori ridotti anche per le richieste di autorizzazione per l’esecuzione di attraversamenti e parallelismi su porti, interporti, aree del demanio idrico, marittimo, forestale e altri beni immobili appartenenti allo Stato, alle Regioni, agli enti locali e agli altri enti pubblici. 
Va ricordato che l’attività di sviluppo delle reti in banda larga (broadband) coinvolge necessariamente anche il fondo delle strade su cui sono posati i binari ferroviari (c.d. sedimi ferroviari), con particolare riguardo ai casi di attraversamenti degli stessi. Le singole tipologie di sedime non sono espressamente citate dal Codice delle Comunicazioni elettroniche, per cui a volte gli Enti gestori in molti casi non riconoscono l’applicazione dei termini e delle condizioni fissate dal Codice, generando problematiche sia sul fronte del rilascio dei permessi che degli oneri richiesti. 
In effetti, il Legislatore, anche in questo intervento, non espressamente menzionato i beni del demanio ferroviario che, tuttavia, secondo una giurisprudenza ampiamente prevalente, devono considerarsi appartenenti al demanio accidentale dello Stato (ex multis, da ultimo si veda: Cass., civ. sez. II, del 1° marzo 2018, n. 4864). Il comma 2-bis, dell’art. 82 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. cura Italia), convertito, con modificazioni, dalla L. 24 aprile 2020, n. 27, introduce inoltre specifiche disposizioni volte ad agevolare ulteriormente il conseguimento degli obiettivi indicati dal comma 2 del medesimo articolo, il quale stabilisce che le imprese, che svolgono attività di fornitura di reti e servizi di comunicazioni elettroniche (…), intraprendano misure e svolgano iniziative atte a potenziare le infrastrutture e a garantire il funzionamento delle reti e l'operatività e continuità dei servizi. A tale scopo si ricorda che le semplificazioni, introdotte dalla L.27/2020, sono le seguenti: 
  • alle imprese fornitrici di reti e servizi di comunicazioni elettroniche è consentito effettuare gli interventi di scavo, installazione e manutenzione di reti di comunicazione in fibra ottica mediante la presentazione di una SCIA all’amministrazione locale competente e agli Organismi competenti ad effettuare i controlli anche in deroga a quanto disposto dal D.Lgs. 1° agosto 2003, n. 259 e dai regolamenti adottati dagli enti locali; • la SCIA deve contenere le informazioni di cui ai modelli C e D dell’allegato n. 13 del D.Lgs. n. 259 del 2003 e vale come istanza unica effettuata per tutti i profili connessi alla realizzazione delle infrastrutture oggetto dell’istanza medesima. Si ricorda che i modelli C e D, dell’allegato 13 del D.Lgs. n.259 del 2003, si riferiscono rispettivamente:
  • all’Istanza di autorizzazione per opere civili, scavi e occupazione di suolo pubblico in aree urbane (modello C) e all’Istanza di autorizzazione per opere civili, scavi e occupazione di suolo pubblico in aree extraurbane (modello D). 
  • per il conseguimento dei permessi, autorizzazioni ed atti abilitativi, comunque denominati, relativi alle installazioni delle infrastrutture per impianti radioelettrici di qualunque tecnologia e potenza, si applicano le procedure semplificate di cui all’art. 87-bis del decreto legislativo n. 259 del 2003. A tale proposito si ricorda che l’art.87-bis stabilisce che nel caso di installazione di apparati con tecnologia UMTS, sue evoluzioni o altre tecnologie su infrastrutture per impianti radioelettrici preesistenti o di modifica delle caratteristiche trasmissive, fermo restando il rispetto dei limiti, dei valori e degli obiettivi di cui all'articolo 87, è sufficiente la segnalazione certificata di inizio attività, conforme ai modelli predisposti dagli enti locali e, ove non predisposti. 
Semplificazioni in materia di autorizzazioni generali e relativi contributi 
In relazione alle attività soggette ad autorizzazione, di cui all’art. 25 del Codice, la novella introduce all’art. 104, comma 1, lettera c), dopo il numero 2.8, un punto 2.8-bis prevedendo l’assoggettamento ad autorizzazione generale delle attività di installazione od esercizio di apparati concentratori in tecnologie LPWAN rispondenti alla raccomandazione CEPT/ERC/REC 70-03, fatte salve le esigenze di difesa e sicurezza dello Stato. 
 Modifiche sono inoltre apportate agli artt. 105, comma 1, lettera p), 33, comma 1, lettera c) e 34, comma 1, lettera c) in relazione ai contributi, per i quali si rinvia al riformato testo normativo per maggiori dettagli. 

Semplificazioni in materia di preventiva verifica dell’interesse archeologico per l’effettuazione di scavi per la realizzazione di reti di telecomunicazioni 
Il comma 4, dell’art. 38 della L. 124/2020, introduce una semplificazione in materia di verifica preventiva di interesse archeologico precisando che, qualora siano utilizzate infrastrutture fisiche esistenti e tecnologie di scavo a basso impatto ambientale in presenza di sottoservizi, l'avvio dei lavori sia subordinato esclusivamente alla trasmissione, da parte dell'Operatore di comunicazione elettronica, alla soprintendenza e all'Autorità locale competente, di documentazione cartografica prodotta dall'Operatore medesimo relativamente al proprio tracciato e a quello dei sottoservizi e delle infrastrutture esistenti, nonché di documentazione fotografica sullo stato attuale della pavimentazione. Detta previsione trova anche applicazione per la realizzazione dei pozzetti accessori alle infrastrutture stesse, qualora essi siano realizzati in prossimità dei medesimi sottoservizi preesistenti. Con importante semplificazione il Legislatore prevede, pertanto, l’esclusione dalla fornitura di documentazione richiesta per la verifica di interesse archeologico, il tutto per i soli interventi che non comportino nuova edificazione o scavi a quote diverse da quelle già impegnate dai manufatti esistenti, e per i beni immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali. L’Operatore dovrà, pertanto, solo comunicare, con un preavviso di almeno quindici giorni, l’inizio dei lavori alla soprintendenza competente, che come novellato non dovrà di conseguenza più esprimere la sua approvazione, come invece accadeva nella precedente disciplina vigente.

Semplificazioni in materia di scavi sul sedime stradale e autostradale per la posa di infrastrutture in banda larga 
In materia di scavi sul sedime stradale e autostradale per la posa di infrastrutture in banda larga, il comma 5 dell’art.38 introduce ulteriori interventi di semplificazione modificando l’articolo 5 del decreto legislativo n. 33 del 2016 fine di semplificare e ridurre i termini delle procedure autorizzative per l’istallazione di reti di telecomunicazioni. Si prevede a questo proposito, attraverso l’aggiunta dei nuovi commi 1-bis, 1-ter e 1-quater, che la posa di infrastrutture a banda ultra larga da parte degli Operatori può essere effettuata con la metodologia della micro trincea attraverso l’esecuzione di uno scavo e contestuale riempimento di ridotte dimensioni (larghezza da 2,00 a 4,00 cm, con profondità regolabile da 10 cm fino a massimo 35 cm), in ambito urbano ed extraurbano, anche in prossimità del bordo stradale o sul marciapiede. Tale possibilità è finalizzata a favorire lo sviluppo delle infrastrutture digitali e minimizzare l’impatto sul sedime stradale e autostradale. 
L’Ente titolare o gestore della strada o dell’autostrada, ferme restando le caratteristiche di larghezza e profondità proposte dall’operatore in funzione delle esigenze di posa dell’infrastruttura a banda ultra larga, può inoltre concordare con l’Operatore stesso ulteriori accorgimenti in merito al posizionamento dell’infrastruttura e alle concrete modalità di lavorazione in modo da garantire le condizioni di sicurezza e non alterare le prestazioni della sovrastruttura stradale.

Divieto di introdurre limitazioni generalizzate alla localizzazione di stazioni radio-base e di introdurre modifiche ai limiti previsti per l’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici 
Con il comma 6, il Legislatore, nel ribadire e chiarire anche un ormai consolidato orientamento giurisprudenziale, modifica l’art. 8, comma 6, della legge 22 febbraio 2001 n.36, vietando agli Enti locali di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia e di incidere anche in via indiretta o mediante provvedimenti contingibili e urgenti, sui limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, riservati allo Stato. 
In sostanza si conferma per i Comuni la possibilità, già prevista dalla disciplina previgente, di adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico, ma si esclude di poter disciplinare in materia di limiti di esposizione, valori di attenzione e obiettivi di qualità dei segnali che restano riservati solo allo Stato. 

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