Notifica a mezzo PEC a pubblica amministrazione non iscritta al registro D.L. 179/2012

In difetto di iscrizione dell'indirizzo pec al registro PP.AA. formato dal Ministero della Giustizia, la notificazione del ricorso deve essere eseguita solo con le modalità cartacee.

Con sentenza n. 1842 del 13 luglio 2017 il T.A.R. Palermo consolida l'indirizzo secondo cui  ai fini della notifica telematica di un atto processuale ad una amministrazione pubblica, non è possibile utilizzare un qualsiasi indirizzo p.e.c. della p.a., pur ricavabile dall'elenco disponibile nel sito iPA  piuttosto che dal sito dell'amministrazione stessa.

E' invece necessario utilizzare l'indirizzo pec presente nel registro tenuto dal Ministero della Giustizia ex art. 16, comma 12, del D.L. n. 179 del 2012, conv. in L. n. 221/2012, richiamato dall’art. 14 del D.M. 16 febbraio 2016 n. 40, accessibile con autenticazione cd. ^forte^ (smart card) dal portale Servizi Online Ufficiali giudiziari (https://pst.giustizia.it/PST/it/homepage.wp).

Il c.d. Registro IPA, nel quale sono inseriti tutti gli indirizzi di posta elettronica certificata delle pubbliche amministrazioni, non è infatti più tra i pubblici elenchi dai quali estrarre gli indirizzi pec da utilizzare per le notificazioni e comunicazioni degli atti in materia civile, penale, amministrativa e stragiudiziale.

E' impossibile non sottolineare che nel momento in cui è chiesto a tutti gli operatori del del diritto uno sforzo importante in termini di adeguamento alle nuove tecnologie, come recepite tanto dal Codice dell'Amministrazione Digitale che dal Codice del Processo Amministrativo, a luglio del 2017 la maggioranza delle pubbliche amministrazioni non è iscritta all'elenco.

C'è da chiedersi a cosa serva il sito iPA, per quale motivo la circostanza non sia indicata in home page e per quale motivo lo Stato non sanzioni le amministrazioni inadempienti attraverso la sospensione dei trasferimenti sino alla avvenuta iscrizione.

Ovviamente, sarebbe facilissimo modificare la normativa vigente introducendo l'elenco iPA tra quelli utilizzabili: soluzione evidentemente ritenuta semplicistica per la tradizione giuridica del diritto italiano.

La sentenza del TAR Sicilia, Palermo, Sezione Terza, n. 1842 del 13 luglio 2017 è consultabile sul sito istituzionale della Giustizia Amministrativa a questo indirizzo.

Servizi legali: illegittimo l'utilizzo del criterio del prezzo più basso ai fini dell'affidamento

Con sentenza n. 875 pubblicata il 31 maggio 2017, la Sezione II del T.A.R. Puglia affronta il tema dell'affidamento dei servizi legali alla luce della disciplina del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, analizzando in particolare la procedura di gara ed il criterio di aggiudicazione del servizio.

Nel caso di specie, il Comune affidatario aveva bandito una gara per l'affidamento della gestione del contenzioso e del supporto giuridico-legale ai vari uffici dell'Ente con la scelta del meccanismo del criterio del c.d. prezzo più basso.

In un'unica procedura di gara veniva pertanto coniugato l'affidamento sia dell'attività contenziosa, la cui aggiudicazione è sottratta al Codice dei Contratti in forza della deroga contenuta all'art. 17, sia dell'attività stragiudiziale, rientrante negli appalti di servizi di cui all'Allegato IX del Codice.

Ciò ha ingenerato una serie di contestazioni provenienti da singoli professionisti e ordini di categoria, con riferimento sia alla procedura utilizzata dal Comune, che ha ritenuto di applicare la disciplina del D.Lgs. 50/2016, sia al criterio di aggiudicazione del prezzo più basso posto alla base dell'affidamento, nonché alla modalità di determinazione dell'importo dell'appalto.

Con riferimento al primo aspetto, il Tribunale pugliese afferma che la decisione di operare un unico affidamento sia per il contenzioso che per l'attività stragiudiziale non poteva che comportare la necessità della procedura ad evidenza pubblica, quale che fosse l'estensione e il "peso" delle attività stragiudiziali, pena, altrimenti, la violazione delle norme che ne regolano l'affidamento.

Peraltro, ricorda il Collegio, la sottrazione dell'affidamento del contenzioso alle procedure del Codice non preclude all'Amministrazione di farvi ricorso per scelta propria, non risultando alcun divieto in tal senso.

Quanto al criterio di aggiudicazione, il Tribunale evidenzia la pacifica applicabilità alla fattispecie dell'art. 95 del nuovo Codice in tema di criteri di aggiudicazione dell'appalto, ricordando al contempo come il D.Lgs. 50/2016 abbia segnato una netta preferenza per l'applicazione di criteri di aggiudicazione che si fondino su un complessivo apprezzamento del miglior rapporto qualità/prezzo, relegando il tradizionale criterio del prezzo più basso ad ipotesi tassativamente individuate (c. 4 art. 95).

Secondo il Collegio, il criterio qualità/prezzo è poi più agevolmente coniugabile con il disposto dell'art. 2233, c. 2, c.c., che nel disciplinare il contratto d'opera intellettuale, cui è pur sempre riconducibile l'attività legale, dispone che "in ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione".

Tali ragioni dimostrano pertanto l'illegittimità della scelta dell'amministrazione comunale di procedere con il criterio del prezzo più basso.

Da ultimo, il Tribunale affronta le doglianze relative alla determinazione dell'importo dell'appalto, accogliendole.

I Giudici ricordano infatti che i servizi esclusi dall'ambito di applicazione del Codice sono comunque soggetti ai principi elencati all'art. 4 dello stesso e che, in particolare, per i principi di trasparenza e pubblicità, ogni potenziale offerente deve essere messo in condizione di essere a conoscenza di tutte le informazioni necessarie all'appalto, così da consentire un'offerta completa ed adeguata.

Nel caso di specie, non avendo fornito alcuna motivazione in ordine alla congruità del compenso posto a base di gara, né essendo stata effettuata alcuna istruttoria per determinare i parametri, quali la tipologia del contenzioso o la quantità del contenzioso prendendo a riferimento gli anni precedenti, non è stato consentito ai partecipanti di elaborare un'offerta consapevole, così violando i citati principi di cui all'art. 4 del Codice.

In definitiva, secondo il Tribunale Amministrativo pugliese se corretta è stata la scelta dell'Amministrazione di applicare alla fattispecie la procedura codicistica, illegittime sono state la decisione di optare per il criterio del prezzo più basso e la modalità di determinazione dell'importo dell'appalto sganciato da riferimenti concreti.

La decisione della Sezione II del T.A.R. Puglia n. 1875 del 31 maggio 2017 è disponibile sul sito della Giustizia Amministrativa a questo indirizzo.

Fascia di rispetto cimiteriale: nozione di "centro abitato"

Con sentenza 23 maggio 2017, n. 329, il T.A.R. del Lazio, sezione di Latina, interviene in tema di vincolo cimiteriale, affermando che la fascia di rispetto prevista dall'art. 338 del R.D. n. 1265/1934 deve essere osservata non solo nei confronti del centro abitato (come letteralmente previsto dalla norma), ossia di aggregati di abitazioni, ma anche nei confronti di singole abitazioni, in coerenza con la ratio  della norma, che è quella di tutelare la salute delle persone insediate in prossimità di cimiteri.

Formazione: incontro dedicato alle modifiche alla l.r. 31/2014 in tema di riduzione del consumo di suolo

Data: 6 luglio 2017
Orario: ore 15,00 / 17,00
Luogo: Studio legale Spallino, via Volta 66, Como

Consumo di suolo: il testo della L.R. Lombardia n 31/2014 come modificato dal Consiglio Regionale il 23.05.2017

Nella seduta del 23 maggio 2017 il consiglio Regionale della Lombardia ha approvato il testo della legge consiglio regionale n. 157, portante modifiche alla Legge Regionale 28 novembre 2014, n. 31 Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione del suolo degradato (B.U.R.L. n. 49 dell'1 dicembre 2014).

All'indirizzo http://www.studiospallino.it/materiali/legge_31_2014_novella_2017.htm è disponibile il testo della  L.R. 31/2014 come modificato dal Consiglio Regionale nella seduta del  23 maggio 2017.

Il testo non ha carattere di ufficialità.

Recupero seminterrati in Lombardia: slide incontro 19.05.2017

Presentazione della Legge regionale 10 marzo 2017, n. 7 Recupero dei vani e locali seminterrati esistenti (B.U.R.L. 13 marzo 2017, n. 11) -

Slide incontro Autorizzazione paesaggistica semplificata e recupero dei vani e locali seminterrati esistenti del 19 maggio 2017

Autore: avv. Fabrizio Donegani

Data pubblicazione: 20/05/2017

Formato file: slide .ppt

Link: http://www.studiospallino.it/materiali/seminterrati_Lombardia_%202017.htm

Utilizzo: quest'opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia

Nuova autorizzazione paesaggistica semplificata: slide incontro 19.05.2017

Il nuovo procedimento per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica semplifcata secondo il Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata, approvato con D.P.R. 13 febbraio 2017, n. 31 (G.U. 22 marzo 2017, n. 68)

Slide incontro Autorizzazione paesaggistica semplificata e recupero dei vani e locali seminterrati esistenti del 19 maggio 2017

Autore: avv. Alice Galbiati

Data pubblicazione: 20/05/2017

Formato file: slide .ppt

Link: http://www.studiospallino.it/materiali/autorizzazione_paesaggistica_semplificata_2017.htm

Utilizzo: quest'opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia

Obbligo di bonifica di aree inquinate: non può essere addossato al proprietario incolpevole.

Con sentenza n. 541 del 10 aprile 2017 il TAR Toscana conferma il principio secondo cui l’obbligo di bonifica o di messa in sicurezza ex D.Lgs. 152/2006 non può essere addossato al proprietario incolpevole, ove manchi ogni sua responsabilità, non potendo essere desunto dalla previsione dell’art. 2051 c.c., che regolamenta la responsabilità civile del custode.

Accertamento di conformità: il deposito dell'istanza non incide sull'ordinanza di demolizione

Con sentenza n. 1667/2017 il Consiglio di Stato conferma il definitivo mutamento di  indirizzo della giurisprudenza amministrativa in tema di effetti dell'istanza di accertamento di conformità (c.d. sanatoria edilizia) rispetto all'ordinanza di demolizione precedentemente assunta, affermando che la prima non pregiudica l'efficacia della seconda limitandosi a sospenderne gli effetti fino alla definizione, espressa o tacita, dell'istanza (id. Cons. Stato Sez. VI, 13/10/2015, n. 4701; Cons. Stato, sez. VI, 2 febbraio 2015, n. 466; T.A.R. Campania Napoli Sez. II, 04/01/2017, n. 96).

Decorso del tempo nell'annullamento del titolo edilizio: la questione all'Adunanza Plenaria.

Con ordinanza n. 1830 del 19 aprile 2017 la sezione quarta del Consiglio di Stato ha rimesso all'Adunanza Plenaria la decisione questione relativa all'interrogativo se l’annullamento di un provvedimento amministrativo illegittimo intervenuto a considerevole distanza di tempo dal provvedimento annullato debba o meno essere motivato a prescindere dal fatto che il comportamento dei privati possa aver determinato o reso possibile il provvedimento illegittimo.

Consumo di suolo: le proposte di modifica di iniziativa della Giunta della Regione Lombardia

Nella seduta del 3 aprile 2017 la Giunta della Regione Lombardia ha approvato il testo delle proposte di modifica della Legge regionale n. 31/2014 in materia di contenimento di consumo di suolo.

Per quanto il PDL sia calendarizzato in aula per la fine di giugno, è possibile che venga inserito un apposito emendamento di modifica alla L.R. 31/2014 all'interno della legge di semplificazione, la cui approvazione è prevista per metà maggio.

Ricordiamo che a norma dell'art. 5, comma 6, della L.R. 31 il 2 giugno 2017 scadrà il termine di 30 mesi per la presentazione delle istanze di nomina di commissario ad acta ex articolo 14 l.r. 12/2005 relative ai piani attuativi conformi o in variante connessi alle previsioni di PGT vigenti alla data di entrata in vigore della l.r. 31/2014 (link tabella riassuntiva).

Il testo della deliberazione n° X/6443 del 03/04/2017 è disponibile a questo indirizzo.

Parziali difformità: le violazioni entro il 2% sono irrilevanti

Il comma 2 ter dell'art. 34 del D.P.R.n. 380/2001 - a norma del quale "non si ha parziale difformità del titolo abilitativo in presenza di violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non eccedano per singola unità immobiliare il 2 per cento delle misure progettuali" - non contiene una definizione normativa della parziale difformità, ma prevede una franchigia vera e propria. Il che a significare non che ogni violazione eccedente il 2% considerato costituisce difformità totale, ma al contrario che le violazioni contenute entro tale limite sono irrilevanti.

Formazione: autorizzazione paesaggistica semplificata e recupero dei vani e recupero dei vani e locali seminterrati esistenti

Data: 19 maggio 2017
Orario: ore 15,00 / 17,30
Luogo: Studio legale Spallino, via Volta 66, Como

Lo studio organizza un incontro dedicato:

  • al dPR 13 febbraio 2017 n. 31, recante l’individuazione degli interventi esclusi dall'autorizzazione  paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 68 del 22 marzo 2017;
  • alla legge della Regione Lombardia 10 marzo 2017, n. 7, “Recupero dei vani e locali seminterrati esistenti”, pubblicata sul BURL, Supplemento n. 11 del 13 marzo 2017.

L'incontro si terrà venerdì 19 maggio 2017 presso lo studio legale Spallino (Como, via Volta 66). I posti disponibili sono limitati. Per i soggetti non clienti dello studio, verrà utilizzato un criterio di preferenza cronologica. La preferenza all'iscrizione verrà data ai clienti dello studio. Lo studio si riserva di spostare la sede dell'incontro in ragione delle richieste.

I posti disponibili sono esauriti.

Appalti sotto soglia: il principio di rotazione come strumento per l'effettività della concorrenza

Con sentenza n. 1336 depositata in data 8 marzo 2017 la sezione II del T.A.R. Campania si è occupata dell'applicazione del principio di rotazione previsto all'art. 36, comma I, del Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione (D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) nell'ambito della disciplina dei contratti sotto soglia comunitaria.

Lombardia: legge per il recupero dei vani e locali seminterrati esistenti

E' in attesa di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia la proposta di legge approvata dal Consiglio Regionale nella seduta del 28 febbraio 2017 e intitolata "Recupero dei vani e locali seminterrati esistenti".

Annullamento d'ufficio: il termine dei 18 mesi si riferisce ai provvedimenti emanati dopo l'entrata in vigore della novella

Con sentenza n. 1033 depositata in data 20 febbraio 2017, la Sezione II del T.A.R. Campania Napoli ha nuovamente affrontato il tema dell'ambito temporale di applicazione della legge n. 124/2015, che ha modificato il testo dell’art. 21-nonies della legge n. 241/1990 introducendo il limite temporale di 18 mesi per procedere all’annullamento d’ufficio di alcune tipologie di provvedimenti (tra cui gli atti autorizzativi).

Sulla parità di genere nelle Giunte comunali dei piccoli Comuni

Con sentenza 28 novembre 2016, n. 11870 il TAR Lazio, sez. II bis, affronta la questione della presenza di entrambi i sessi nelle Giunte comunali, decidendo il caso di un piccolo comune il cui Statuto non ammette la nomina di assessori esterni al Consiglio comunale, affermando che è legittima la formazione di una Giunta monogenere laddove le consigliere comunali di maggioranza abbiano rifiutato di ricoprire l'incarico di assessore.

Consumo di suolo: prime indicazioni del TAR Lombardia

Il suolo che non può essere consumato secondo la legge regionale n. 31/2014 è solo quello azzonato come agricolo. E nel periodo transitorio fino all'adeguamento dei PGT non è possibile eliminare previsioni relative a piani attuativi per i quali i proprietari si siano tempestivamente attivati manifestando il proprio interesse alla loro attuazione .

Appalti pubblici: profili applicativi del rito "superspeciale"

Con sentenza 25 novembre 2016, n. 4994, il Consiglio di Stato (sez. III) delinea i profili applicativi del nuovo rito c.d. "superspeciale" introdotto dall'art. 204 del D.lgs. 50/2016 (c.d. nuovo Codice dei contratti pubblici), in particolare limitandone l'applicabilità alle gare bandite successivamente all'entrata in vigore del nuovo Codice.

Disciplina per la corretta redazione dei ricorsi e degli atti difensivi nel processo amministrativo

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. del 3 gennaio 2017 il decreto del Presidente del Consiglio di Stato del 22 dicembre 2016, recante la disciplina dei criteri di redazione e dei limiti dimensionali dei ricorsi e degli altri atti difensivi nel processo amministrativo.
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